intolleranza al glutine

La celiachia e l’intolleranza al glutine sono condizioni mediche differenti, seppur tutte correlate a un’ipersensibilità alimentare. I sintomi di un’intolleranza al glutine o peggio ancora di celiachia, posso afferire all’area gastrointestinale, come crampi, diarrea e costipazione. Possono però anche manifestarsi in altre parti del corpo, sotto-forma di dolori ossei o articolari, mal di testa o stanchezza, per esempio. Della celiachia abbiamo già trattato nell’approfondimento di ieri a cura della Dott.ssa Elena Morosanu. Cosa si intende per intolleranza al glutine?

Sensibilità al glutine non celiaca

La sensibilità al glutine non celiaca (NCGS), chiamata anche intolleranza al glutine, non è attualmente chiaro da cosa dipenda. Non è una immunoglobulina, come con l’allergia al frumento, né una reazione autoimmune come nel caso della celiachia. Non ci sono prove o biomarcatori per identificarla. Le reazioni possono iniziare fino a 48 ore dopo l’ingestione del glutine e durano a lungo. Per diagnosticare la NCGS è prima necessario escludere che ci sia un contesto di celiachia, oppure che il soggetto sia allergico al frumento tout court. Se dopo aver escluso queste condizioni, si nota una diminuzione della sintomatologia a fronte di una dieta gluten-free, si può ritenere appurata la NCGS. Alcuni studi riportano che circa fra il 2 e il 6£ della popolazione potrebbe risentire di questa condiziona influire sul 2-6% della popolazione. L’adesione a lungo termine di una dieta senza glutine è l’unico trattamento per GS in questo momento.

Perché viene e cosa fare?

Come detto non è ben chiaro cosa sia la sensibilità al glutine ma è da registrarsi che è in crescita, così come lo è la celiachia. Un’ipotesi che è stata fatta, ma non ha ad oggi trovato conferme a livello scientifico, si basa sul tipo di frumento che si mangia oggi. La selezione fatta sulle spighe di grano, quelle più basse e resistenti, che maturano più velocemente, potrebbe aver inciso sulla concentrazione di glutine, almeno così sostiene il Dott. Davis in “Wheat Belly”. Altri studi ipotizzano che non sia la concentrazione di glutine il problema, quanto piuttosto la quantità di glutine assunta dalle più recenti generazioni, direttamente tramite cibi che contengono glutine, o indirettamente tramite alimenti industriali nei quali il glutine viene utilizzato come ingrediente.

Cosa fare è comunque chiaro, escludere il glutine dalla propria dieta evitando i prodotti e gli alimenti che lo contengono.

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