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Coppettazione: cos’è e cosa cura

Storia della coppettazione

La coppettazione è uno strumento terapeutico utilizzato in Medicina Tradizionale Cinese. In antichità era chiamato “trattamento con il corno” in quanto le coppette utilizzate erano ricavate da corna di animali. Abbiamo il primo esempio di questo tipo di trattamento nel “Manuale di Prescrizione per le Emergenze”, redatto durante la dinastia dei Jin (265-420 d.C). Si descriveva l’uso dei corni a scopo terapeutico, per il drenaggio delle pustole. Successivamente venne redatto, all’interno del “Supplemento di compendio di Materia Medica” di Zhao Xuemin, un intero capitolo sull’utilizzo terapeutico delle coppette: “Qi del vasetto di fuoco”.

La tecnica della coppettazione è conosciuta anche in Occidente. Il primo che la descrisse fu Ippocrate (460-377 a.C), che ne parlava come di una tecnica nota già agli antichi. Si presuppone quindi un uso anche precedente, di cui però non si ha traccia. Veniva inizialmente utilizzata come metodo per ristabilire l’equilibrio fra i 4 umori e in seguito fu promossa da Galeno. La coppettazione tuttavia, ha attraversato i secoli fra alti e bassi: utilizzata di nascosto durante il Medioevo da chirurghi e barbieri, ha avuto poi un periodo di rivalutazione nel Rinascimento. Successivamente fu screditata nuovamente con l’avvento dell’Illuminismo.  In Italia è rimasta viva nella medicina popolare e, fino a qualche tempo fa, ancora praticata dai guaritori.

Ma che cosa è esattamente la coppettazione?

tecnica classica

Il metodo classico di coppettazione prevede la creazione di vuoto all’interno del recipiente utilizzato, attraverso una fiamma (che bruciando l’ossigeno crea una specie di suzione). Normalmente si imbeve un batuffolo di cotone nell’alcool e gli si dà fuoco. La fiamma, introdotta nella coppetta e rapidamente tolta, permette alla coppetta di aderire alla pelle del paziente. Una volta appoggiata si crea all’interno della stessa una forza di aspirazione che solleva la pelle e mantiene la coppetta adesa al corpo.

Oggi giorno, vengono utilizzate anche delle coppette senza l’utilizzo del fuoco per creare il sottovuoto. Sono coppette alla cui sommità è applicata una pompetta di gomma. In altre, con un apposito strumento, è possibile decidere quanta aria aspirare e quindi con quanta forza far aderire la coppetta alla cute. Nei secoli sono state utilizzate coppette di varie grandezze, forme e materiali: dal bambù alla ceramica fino al vetro e, in tempi moderni, la plastica. Una volta posizionate le coppette, possono essere lasciate nel punto scelto da alcuni secondi fino a 20 minuti, oppure fatte scorrere applicando così una sorta di massaggio. La scelta del tipo di applicazione spetta al terapeuta sulla base della diagnosi fatta.

Quando utilizziamo le coppette?

Le coppette svolgono un ruolo molto importante nel trattamento del dolore sia dovuto a stasi di Qi che di sangue. Vengono utilizzate con successo nel trattamento di:

  • dolori di origine ossea (siano essi post-traumatici o da artrosi)
  • dolori mestruali
  • espressione di accumulo di umidità che siano edemi (gonfiore) oppure inestetismi della cellulite
  • dolori addominali associati turbe dell’alvo (sia in senso diarroico che stitico) e vomito
  • tosse e asma
coppettazione e agopuntura

Esempio di associazione di agopuntura e coppettazione

Le coppette possono inoltre essere utilizzate in combinazione con le altre tecniche: è possibile, per esempio,  apporre una coppetta al di sopra di un ago già allocato in un agopunto. In altri casi, la coppetta è applicata su un punto che è stato fatto, terapeuticamente, sanguinare, al fine di far fuoriuscire qualche goccia di sangue in più.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Generalmente la coppettazione è sconsigliata a tutte le persone che assumono terapie anticoagulanti. Per la stessa ragione non si applica a coloro che abbiano delle patologie della coagulazione con facilità al sanguinamento. Inoltre per le donne in gravidanza è sconsigliata l’applicazione nella zona lombare e sull’addome, ma può essere praticata sulle gambe. E’ sconsigliata inoltre alle persone che hanno malattie allergiche localizzate sulla pelle, ulcere cutanee e nei pazienti particolarmente villosi (in quanto le coppette non riescono ad aderire). Può inoltre capitare che a seguito di terapia, rimangano sul corpo alcuni piccoli lividi, che si risolvono nel giro di pochi giorni.

Fonti:

  • An Outline of chinese acupuncture, The academy of Traditional Chinese Medicine 1975 Foreign Languages Press
  • dal Trattato di Biodiritto il volume “I diritti in medicina” di Leonardo Lenti, Elisabetta Palermo Fabris, Paolo Zatti. Giuffrè editore 2011
  • Agopuntura e Medicina Cinese come, perché dove aa.vv. a cura di Lucio Sotte, supplemento della Rivista Italiana di medicina Tradizionale Cinese n 95 (1-2004)
  • Le acque lunari- La medicina cinese e la donna di Alessandra Gulì 2015

Scritto da: Dott.ssa Federica Cianella Medico Chirurgo esperta in Agopuntura

Curare la dipendenza da sigarette con l’agopuntura

 

Per la Giornata Mondiale senza tabacco, la Dott.ssa Federica Cianella ci racconta in cosa consiste la dipendenza da sigarette . Fa poi un focus su come l’agopuntura, sua specialità, può aiutare a smettere.

L’abitudine al fumo

Secondo i dati più recenti messi a disposizione dal Ministero della Salute in Italia i fumatori sono 10,9 milioni, il 20,8% della popolazione. 6,3 milioni uomini (il 25,1%) e 4,6 milioni donne (il 16,9%). Circa il 73,0% dei fumatori ha iniziato a fumare tra i 15 e i 20 anni. Chi smette, lo fa mediamente a 42,4 anni per entrambi i sessi, principalmente per motivi di salute. Altri motivi sono quelli economici (gli uomini) o a seguito di una gravidanza (le donne).

Secondo l’OMS il fumo è “la prima causa di morte facilmente evitabile” in quanto causa di cancro, malattie cardiovascolari e respiratorie. Ha inoltre ha un effetto negativo sul sistema riproduttivo sia dell’uomo che della donna, riducendo la fertilità.

La nocività dell’abitudine tabagica non è dovuta al tabacco in sé. La sigaretta infatti contiene al suo interno molteplici componenti che durante la combustione sprigionano fino a 4000 composti chimici (idrocarburi alifatici e aromatici, alcoli, aldeidi, chetoni e acidi). Tra le sostanze più pericolose c’è inoltre il catrame che contiene componenti cancerogene e sostanze irritanti. Le prime si depositano nel polmone e nelle vie respiratorie, mentre le seconde favoriscono le infezioni, la bronchite cronica ed l’enfisema.

La nicotina, inoltre, è un alcaloide che influenza il sistema cardiovascolare e nervoso e induce dipendenza.

I molteplici aspetti della dipendenza

La dipendenza dalle sigarette, come le altre dipendenze, comprende più aspetti. Si realizza sia a livello di chimico che a livello psicologico, nonché sociale. Tali aspetti della dipendenza, un tempo ritenuti fra loro separati dagli esperti, oggi vengono considerati come aspetti diversi di un unico problema.

La dipendenza chimica

La dipendenza chimica è sostenuta dalla nicotina, un alcaloide che è in grado di legarsi a specifici recettori nel corpo umano che si trovano sia nel sistema nervoso che a livello muscolare. La nicotina è infatti responsabile sia dell’aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa.

La dipendenza psicologica

La dipendenza psicologica dura più a lungo ed è più difficile da definire. Le persone che soffrono di questo tipo di dipendenza hanno bisogno delle sigarette per riflettere, per rilassarsi o più semplicemente per sentirsi bene. Alcuni fumatori arrivano persino a pensare di non essere capaci di vivere senza tabacco. Concepiscono il fumo come parte integrante della loro vita di adulti. Quando si smette di fumare bisogna mettere in conto che servono dai 6 ai 12 mesi almeno, per liberarsi della dipendenza psicologica.

La dipendenza sociale

La dipendenza comportamentale o ambientale è legata alla dipendenza psicologica (e alla dipendenza fisica). Riguarda più specificamente i gesti che si fanno nel quotidiano. La questione non è affatto insignificante perché i fumatori portano le mani alla bocca diverse centinaia di volte al giorno. È per contrastare la dipendenza comportamentale che si consiglia ad alcune persone, nelle prime settimane senza fumo, di masticare delle gomme o delle caramelle. Oppure di tenere le mani occupate e di andare in giro con un oggetto in tasca come sostituto del pacchetto di sigarette.

Il concetto di oralità sostiene che il rapporto alla sigaretta sia simile ai primi sentimenti di piacere e di soddisfazione procurati dal seno materno. La sigaretta, sempre disponibile, è a portata di bocca per calmare tutte le angosce. I fumatori che hanno un problema di oralità corrono più rischi degli altri di compensare la loro astinenza dal fumo con un aumento dell’assunzione di cibo o di alcol.

In generale è importante mettere a fuoco che la dipendenza dalle sigarette è il risultato di una combinazione di tutti questi fattori.

Il fumo e l’agopuntura

L’agopuntura è un valido sostegno per le persone che hanno preso la decisione di smettere di fumare in quanto è d’aiuto sia nello spezzare il circuito di dipendenza dalla nicotina, che ad alleviare i sintomi da astinenza dal fumo (il cosiddetto “craving”). E’ stato dimostrato infatti, che l’agopuntura agendo sul bilanciamento dei neurotrasmettitori è in grado di contrastare i sintomi da astinenza da nicotina. Riduce quindi l’ansia, la fame nervosa, migliora il sonno e riduce il desiderio per le sigarette. Spesso i fumatori incalliti tendono, quando smettono di fumare, ad aumentare il cibo o gli alcolici, correndo il rischio di passare da una dipendenza all’altra. Anche in questo caso l’approccio con l’agopuntura permette di affrontare in maniera più globale il problema ed evita pericolosi eccessi di altre sostanze.

Il desiderio di fumare, è percepito dalla mucosa nasale e orale, quasi fosse una forma di “cibo nasale”. I recettori presenti su queste mucose decodificano gli stimoli e li inviano al sistema nervoso centrale che produce una reazione di appagamento del desiderio. L’agopuntura può agire su questo meccanismo stimolando agopunti nasali (localizzati sul naso o che comandino la zona del naso) in modo da interferire in questo circuito, ottenendo quella condizione in cui l’appagamento da assunzione è minore.

La volontà è il fattore chiave

Questa strategia, seppur valida nell’aiutare il paziente, non può sostituirsi alla decisione di smettere. L’agopuntura è un sostegno per chi ha deciso e diviene lo strumento rilevante del successo nella dis-assuefazione. Chi non vuole smettere il fumare, non può essere “comandato” tramite l’agopuntura verso una decisione che spetta solo a lui. Il trattamento della dipendenza dal fumo con l’agopuntura non sostituisce e non si contrappone in alcun modo ai protocolli della medicina convenzionale. Al contrario stabilisce con essi una virtuosa sinergia che ha come obiettivo, il benessere della persona che ha deciso di smettere di fumare.

 

Consigli utili se hai deciso di smettere:

  • Ricorda che smettere di fumare è possibile
  • Il desiderio impellente della sigaretta dura solo pochi minuti, RESISTI!
  • I sintomi dell’astinenza si attenuano già nella prima settimana
  • Già dopo 20 minuti dalla cessazione del fumo si hanno i primi effetti benefici
  • Non tutti ingrassano quando si smette di fumare e comunque l’incremento di peso è moderato (2-3 chili)
  • Quando si smette di fumare è bene bere abbondantemente, aumentare il consumo di frutta e verdura e muoversi di più
  • Alcuni farmaci e un supporto psicologico sono validi aiuti per mantenere le proprie decisioni
  • Le ricadute non devono scoraggiare; esse possono essere utili per riconoscere e affrontare i momenti critici
  • Quando decidi di smettere di fumare comunicalo a chi ti sta intorno servirà a te per prendere un impegno e agli altri per sostenerti
  • Non fumare ti arricchisce non solo in salute ma anche economicamente e salvaguarda la salute di chi ti sta intorno, soprattutto quella dei bambini.

 

Fonti

  1. Ministero della Salute http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_5.jsp?area=stiliVita&menu=fumo
  2. Meccanismi biologici della dipendenza da nicotina, De Biasi Tabaccologia 2016;1S:19-23
  3. Cue reactivity in nicotine and tobacco dependence: a “multiple-action” model of nicotine as a primary reinforcement and as an enhancer of the effects of smoking-associated stimuli. Chiamulera. Brain Research Reviews, In Press (2004).
  4. Sex differences in nicotine effects and self-administration: review of human and animal evidence. KA Perkins, E Donny, AR Caggiula. Nicotine & Tobacco Research 1(4), S. 301-315 (1999).
  5. Nicotine Discrimination in Men and Women. KA Perkins. Pharmacology Biochemistry and Behavior 64(2), S. 295-299 (1999).)
  6. Acupuncture and related interventions for smoking cessation. White AR, Rampes H, Liu JP, Stead LF, Campbell J. Cochrane Database Syst Rev. 2014 Jan 23;(1): Review.

Scritto da: Federica Cianella, Medico Chirurgo specializzata in agopuntura.

Agopuntura: una medicina antica nel mondo moderno

Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese

L’agopuntura è una delle parti della Medicina Tradizionale Cinese insieme a Coppettazione, Moxibustione, Tuinà, Dietetica, Farmacopea, Qi Gong e Taijiquan.

Le prime notizie sulla Medicina Tradizionale Cinese, caratterizzata da forti accenti filosofici confuciani e taoisti, risalgono a 3000 anni or sono,in Cina dove è utilizzata ancora oggi, diffondendosi inoltre in molti paesi occidentali. Secondo tale modello medico il corpo umano, come il cosmo, è energia. Questa energia scorre nel corpo attraverso vie preferenziali, i canali di agopuntura (detti anche meridiani), che mettono in connessione la superficie corporea con gli organi situati in profondità.

Energia in movimento e fonti di disturbo.

Lo scorrimento dell’energia all’interno dei canali può essere disturbato da varie cause: i fattori cosmopatogeni (vento, freddo, umidità e calore), le emozioni, la dieta, abitudini di vita sbagliate e ripetute. Quando non c’è libero fluire dell’energia allora possono insorgere i sintomi. L’agopuntura, come le altre branche della Medicina Tradizionale Cinese, ha l’obiettivo ultimo di ristabilire il corretto fluire dell’energia (Qi). Se l’energia è libera di fluire nei canali non si hanno sintomi.

L’equilibrio energetico viene ricercato attraverso l’agopuntura, inserendo aghi in punti specifici nel corpo che sono disposti lungo i Meridiani. L’agopunto, o punto di agopuntura, rappresenta una zona della superficie corporea dove l’energia si superficializza e può quindi essere manipolata. Attraverso la stimolazione di tali aree si agisce sul flusso di Energia nei Canali e si possono esercitare azioni sia locali che a distanza, sia in superficie che in profondità. L’agopunto può essere stimolato con l’ago, con il massaggio (Tuinà), con le coppette e con la moxa a seconda della decisione del terapeuta sulla base della diagnosi eseguita.

Agopuntura e medicina occidentale.

Dal punto di vista della medicina occidentale moderna, è stato scientificamente dimostrato che parte dell’effetto terapeutico dell’agopuntura (in particolare quello antidolorifico) è dovuto all’aumento della produzione di endorfine, che sono i nostri antidolorifici naturali, e all’aumento nel sangue dei livelli di cortisolo, dimostrando così un effetto antinfiammatorio. Anche se questi risultati sono importanti e spiegano alcune delle azioni dell’agopuntura, sarebbe riduttivo sostenere che l’azione dell’agopuntura si fermi a mera produzione di molecole. Sono molte le potenzialità dell’agopuntura non ancora spiegate con il modello meccanicistico occidentale: è infatti una tecnica che fornisce risultati ripetibili e verificabili, nonostante la scienza moderna non sia ancora in grado di comprendere completamente come questo avvenga.

Scritto da: Dott.ssa Federica Cianella Medico Chirurgo esperta in Agopuntura