Articoli

L’intestino è il secondo cervello quindi è importante sviluppare abitudini pro flora intestinale

Se avere una flora intestinale ricca e sana è importante come abbiamo detto nella prima parte dell’articolo, cosa possiamo fare per aiutarla? Quali sono le principali abitudini pro flora? L’alimentazione, come sempre fa tutta la differenza del mondo. In quello che mangiamo o dovremmo mangiare, e in quello che non mangiamo o non dovremmo farlo. Ecco un elenco delle regole nutrizionali da tenere a mente per mantenere il comparto microbiotico dell’intestino al meglio.

Zuccheri raffinati, no grazie

Lo zucchero raffinato crea un ambiente favorevole alla proliferazione dei batteri “cattivi”. Come abbiamo detto nella prima parte, questa proliferazione ha un impatto sul livello di infiammazione dell’apparato digerente. Uno stato infiammatorio cronico è la premessa per diverse malattie, tumori, problemi cardiaci e diabete. Inoltre la presenza di zucchero alimenta il fungo Candida Albicans, che attacca le pareti intestinali. Quindi la prima abitudine pro flora è sicuramente evitare gli zuccheri.

Mangiare più verdure

Una dieta ricca di verdure aiuta a costruire un microbioma intestinale diversificato. Questo aiuta la salute in generale, e tutto quello che all’intestino è collegato, persino la memoria e il pensiero. In particolare, la seconda abitudine suggerita è di assumere 35/40 gr di fibre al giorno.

Pulizia

Al contrario di quello che pensate, sottoporsi e sottoporre i bambini ad ambienti dove sono presenti importanti ceppi batterici, aiuta. Si parla di un individuo sano ovviamente. Diversi studi dimostrano che la presenza di un animale domestico, piuttosto che la vita all’aria aperta o il giardinaggio, rendono più resistenti ad asma e allergie. Inoltre per pulire meglio prodotti naturali a base di aceto, sapone di Marsiglia e succo di limone. Terza abitudine pro flora: si alla pulizia no all’eccesso.

Limita l’uso degli antibiotici

Gli antibiotico, come dice il nome stesso, distruggono ogni forma di vita batterica, buona o cattiva che sia. Non sono selettivi. Quindi meglio prenderli quando necessario, accompagnando con l’uso di probiotici di alta qualità e di una dieta sana.

Alimenti fermentati per tutti

La fermentazione era una strategia di conservazione prima dell’avvento del frigorifero. Ora che il frigorifero l’abbiamo, non dobbiamo comunque dimenticare che gli alimenti fermentatati sono un ottimo probiotico. Possono essere mangiati ogni giorno, bastano un paio di cucchiai di kefir o natto.

Dormire bene

Il sonno, di qualità e della giusta quantità, è essenziale agli organi per lavorare, anche per l’intestino. L’equilibrio batterico è infatti intaccato negativamente dalla mancanza di riposo.

Viva il sudore, altroché altolà

L’esperienza empirica di alcuni studi dimostra che la flora intestinale migliora, in quei soggetti che praticano con regolarità una buona attività fisica.  Fra le abitudini pro flora c’è quella di aggiungere un buon allenamento su base quotidiana CHE aiuta l’aspetto, l’umore e pure l’intestino!

Stress

C’è una risposta spontanea del corpo a uno stress improvviso e immediato. Può capitare che ci si trovi di fronte a un pericolo e allora il nostro organismo rilascia delle sostanze che aiutano a fronteggiare la situazione. Lo stress cronico però, cronicizza anche questa risosta che ha effetti distruttivi sulla salute e sulla flora intestinale. Le conseguenze sono importanti stati infiammatori, fino a ulcere e malattie auto-immuni.

Prendersi cura del proprio intestino, passa attraverso tante abitudini. Ci sono pratiche da utilizzare ogni tanto come la idrocolonterapia, ma altre semplici abitudini pro flora per tutti i giorni.

La flora intestinale è un alleato della nostra salute e non dovremmo dimenticarcene.

La flora intestinale è una componente del nostro sistema corpo, fondamentale per la salute e il buon funzionamento generale. Non per niente l’intestino è considerato il nostro secondo cervello. In definitiva è fondamentalmente una comunità di microrganismi, con il quantitativo di batteri e le varietà di tipi più importanti di tutto il corpo. Approssimativamente ci sono circa tre kg di batteri che vivono nel nostro intestino. Sconvolgente no? Ma non tutti i batteri sono uguali, alcuno proteggono il tratto intestinale mentre altri ne causano danneggiamenti, come infiammazioni e ulcere, e passano poi nel circolo sanguigno, producendo altri rischi.

Problemi legati all’attività batterica intestinale

Quali sono quindi i problemi che possono riguardare la flora intestinale? In generale si può dire che c’e una sintomatologia legata a problemi della flora intestinale, che non sempre è individuabile. Sono patologie collaterali, conseguenze dirette di disequilibrio batterico. Ecco un elenco:

  • Stipsi
  • Eccesso di gas
  • Diarrea
  • Alito cattivo
  • Carenze di vitamina B
  • PMS
  • Problemi ormonali
  • Ingrandimento del seno negli uomini
  • Colesterolo alto
  • Anemia cronica
  • Problemi di prostata
  • Infezione da Candida
  • Problemi neurologici
  • Infezioni della vescica

Quindi l’influenza dei batteri intestinali è più ampia di quello che si pensava in passato. Infatti recentemente sono emerse connessioni fra la flora intestinale e alcune patologie.

Perdita di peso

Studi recenti sostengono che i batteri intestinali abbiamo forte influenza sul peso. Da un lato una ricerca sui ratti, ha dimostrato una stretta connessione fra composizione batterica e consumo calorico notturno, facendo pensare che una flora disarmonica potrebbe incidere negativamente su una dieta dimagrante. Dall’altro la componente batterica ha effetti sugli ormoni che a loro volta influenzano gusti ed appetito, facendoci propendere in certi casi, verso cibo più scadente.

Allergie

Secondo la tesi di uno studio canadese, la diversità batterica nei primi mesi di vita preverrebbe eventuali allergie e intolleranze alimentari future. Per questa ragione possiamo dire che una flora batterica intestinale, in uno stato ottimale, aiuta un bambino, a essere un individuo adulto senza allergie.

Ansia

Uno studio dimostra che l’uso di alimenti fermentati, è associato a una minore ansia sociale in persone considerate nevrotiche. L’ipotesi quindi è che gli alimenti fermentati incidano sull’ambiente intestinale. Questo a sua volta influenzerebbe lo stato neuronale di disagio. In questo caso, l’intestino, più che il secondo cervello, sarebbe il primo, incidendo anche sull’impatto del sistema nervoso, con in testa il cervello stesso.

La scienza quindi ci dice di aver cura della flora intestinale. Domani vi spieghiamo come.